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...ovvero: Where is the pugno?!                    di Barbara Ainis















 

La presentazione del film si è svolta alla libreria Fnac di Milano ed è stata accompagnata da un vernissage delle fotografie di Daniel Mordzinsky. Mordzinsky ha seguito i lavori del primo film da regista di Luis Sepulveda ed ha immortalato nelle sue splendide foto molti momenti importanti delle riprese.
Proprio la presenza nella sala delle immagini del fotografo argentino ha dato modo a Sepulveda di denunciare quella che ha definito una "mutilazione di un'opera d'arte e di cultura" perpetrata ad opera di mani anonime. L'immagine che Sepulveda aveva scelto per la locandina del film è stata "corretta", a sua insaputa, nella realizzazione del manifesto, travisando e tradendo il senso di quella scelta.

Sepulveda non si è fermato a questa affermazione. Immediatamente si è corretto e ha dato un nome a questi anonimi: "piccoli servitori, piccoli cani fedeli al capo della comunicazione…al capo delle televisioni".
Sono note a tutti le posizioni politiche ed intellettuali dello scrittore ed regista cileno. Da sempre schierato contro ogni regime dittatoriale e limitazione della libertà, sta ora manifestando apertamente e senza mezzi termini i suoi timori e la sua contrapposizione nei confronti dell'attuale governo italiano e del presidente del consiglio.
Durante la presentazione del suo film Nowhere (una coproduzione italo-argentino-spagnola) ha preso ferma posizione contro la concentrazione nelle mani del capo del governo del potere della comunicazione televisiva. La televisione, quando si fa espressione di un pensiero unico, è - afferma - segno della fine dello sviluppo della società italiana.

Le critiche di Sepulveda non hanno però risparmiato neppure l'opposizione. Aderendo incondizionatamente alle affermazioni di Nanni Moretti e definendo la sua partecipazione alla critica della Sinistra italiana "geniale e giustissima", Sepulveda ha sostenuto che "se esiste l'intellettuale di sinistra prima è un intellettuale critico e la sua critica si dirige non solo al potere ma sostanzialmente alla dirigenza della Sinistra", quando questa non porta avanti una vera opposizione.
Responsabilità dell'intellettuale deve essere - nelle parole di Sepulveda - mantenere una funzione di critica della realtà, dello "status quo" "per procurare una forma migliore di vita".

Secondo questi principi Sepulveda ha inteso il suo lavoro di regia. Il soggetto del film è tratto da uno dei racconti del suo libro "Incontro d'amore in un paese di guerra". Nowhere è il luogo, o meglio il non-luogo, dove viene tenuto prigioniero un gruppo eterogeneo di dissidenti di un paese del Sudamerica afflitto da un regime dittatoriale di militari. Ma questo non-luogo è anche il punto di partenza di una rivalsa della dignità e della libertà umana.

"Fare un linguaggio dove etica ed estetica vanno insieme. Questa è l'essenza di un intellettuale". La sua produzione artistica è perciò inscindibile dal suo impegno critico. Ma la critica di Luis Sepulveda utilizza l'arma dell'umorismo: nonostante la drammaticità delle tematiche affrontate il film è fortemente ironico ed ha spunti di comicità. "Lo humor è - sostiene il regista - l'arma più terribile, più sovversiva per combattere una dittatura".


 

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      L'intervista a Luis Sepulveda è disponibile anche in video,
per informazioni ainis@sonar.it