Tra filosofia e scienza: il canto di Lucrezio/2

l'immagine è tratta da un labirinto che vi consigliamo di visitareLa traduzione di Hermann Diels del De Rerum Natura del 1924 ha un'introduzione di Albert Einstein nella quale si celebra l'atomismo di Lucrezio e se ne esalta l'intuito scientifico anticipatore.
La predilezione di Einstein per Lucrezio era forse giustificata anche dal fatto che nel secondo libro del poema la categoria del tempo veniva relativizzata e posta in relazione al moto degli atomi.

I fisici del Novecento mostrarono interesse e attenzione per l'atomismo antico, che grazie a una felice intuizione filosofica, sembrava anticipare la rivoluzione rappresentata dalla meccanica quantistica
.
Jean Perrin, nel suo celebre trattato sulla struttura dell'atomo del 1920, esordì la propria trattazione prendendo le mosse dall'atomismo antico con le seguenti parole:
"Forse venticinque secoli fa, sulle rive del mare divino, dove il canto degli aedi si era appena spento, qualche filosofo insegnava già che la mutevole materia è fatta di granelli indistruttibili in continuo movimento, atomi che il caso e il fato avrebbero raggruppato nel corso dei secoli secondo le forme e i corpi che ci sono familiari."
Erwin Schrödinger pubblicò nel 1948 un'opera intitolata The Greeks and Nature nella quale tentava di stabilire un nesso, non solo storico, tra l'atomismo antico e la meccanica quantistica.
Ci furono però anche scienziati più cauti, come ad
esempio Louis de Broglie il quale nel suo Atomes, Radioactivité, transmutations (Paris, 1939) dichiarò che il concetto di atomo sviluppato dalla fisica contemporanea non aveva nulla a che vedere con quello degli antichi.
Studiosi di formazione rigorosamente classica come Masson, Diels ed altri curatori di edizioni critiche del poema lucreziano, si lasciarono invece trasportare dall'entusiasmo che i dibattiti scientifici sull'atomo e la meccanica quantistica avevano ispirato, e attribuirono a Lucrezio la paternità delle più disparate teorie e concezioni moderne. L'atmosfera che aveva generato questi giudizi anacronistici venne rimessa in discussione nel 1957 da Alexandre Koyré secondo il quale "L'atomismo degli antichi, almeno nell'aspetto che ci viene presentato da Epicuro e Lucrezio non era una teoria scientifica".

Come sottolinea Beretta, tentare di determinare la rilevanza scientifica dell'atomismo antico nello sviluppo della fisica atomica e quantistica di questo secolo costituisce un esercizio destituito del minimo fondamento storico;
è comunque un episodio degno di interesse il fatto che alcuni fisici abbiano cercato di individuare alcuni punti di continuità tra il pensiero greco e quello della fisica moderna.

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