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Nella
scelta del ristorante, c'è chi preferisce le luci basse
e calde, il lume di candela... o il buio completo. Questa è
l'ultima tendenza, che viene dalla Germania. Nella città
di Colonia, Axel Rudolph ha inaugurato a maggio il suo
"Unsicht-Bar" (unsichtbar,
in tedesco, significa invisibile), che propone ai suoi clienti
un'avventura sensoriale al buio. Sulla scia di quest'idea sono
nati anche il Blindekuh di
Zurigo (Blindekuh, letteralmente "mucca cieca", è
l'equivalente della nostra "mosca cieca") e un altro
Unsicht-bar, che aprirà a settembre a Berlino.
I
clienti, inizialmente un po' spiazzati dopo aver abbandonato l'ingresso
illuminato, vengono accompagnati ai tavoli da camerieri che sono
tutti non vedenti o hanno gravi lesioni alla vista. Dopo di che
vengono aiutati da indicazioni "orarie", come se il
piatto fosse il quadrante di un orologio, per esempio con l'insalata
disposta sulle 9 e il formaggio sulle 3. Già a partire
dal menù (immaginiamo che venga sciorinato a voce dai camerieri)
inizia quindi un'esperienza culturale e sensoriale che mira a
sollecitare l'immaginazione. Un formaggio può essere descritto
come "una visita in volo a una fattoria alpina". Molta
attenzione viene dedicata ai sapori, che devono risaltare nella
loro genuità senza essere coperti da intingoli complicati.
Nell'obiettivo
dichiarato di offrire un' "esperienza olistica" che,
penalizzando la vista, stimoli gli altri quattro sensi, c'è
un chiaro riferimento alla lezione futurista, che già ai
primi anni del Novecento proponeva una gastronomia creativa, originale
e provocatoria, sapientemente mischiata a musica, poesia, rumore
e sensazioni tattili.
Nel 1931 Marinetti organizzò in un albergo di Chiavari
il primo "Aeropranzo futurista",
che prevedeva un menù a base di "Timballo d'avviamento",
"Decollapalato" ( un "capolavoro di lirica brodistica"),
"Bue in carlinga" ("misteriosissime polpette sulla
cui composizione indagare non è bello e indagare non giova,
adagiate sopra aeroplani di mollica di pane"); "servovolatine
di prateria" e, per finire, "Ammaraggio digestivo".
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Dal
manifesto
della Cucina Futurista, di F.T. Marinetti
Alcune
ricette
futuriste, dall'"antipasto intuitivo" alla "aerovivanda":
" ideata da Fillìa, è un cibo tattile, perché
con la mano destra si mangiano frutti e verdura, mentre con la
mano sinistra si accarezza una tavola di carta vetrata, velluto,
seta, il che crea impressioni e sensazioni di movimento, dinamizzate
da rumori, suoni musicali e profumi."
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Se
i Futuristi italiani erano acerrimi nemici della pastasciutta
e dei ravioli, per altre ragioni, meno ideologiche e più
pratiche, anche dal ristorante
di Colonia sono banditi gli spaghetti e privilegiate invece
le zuppe servite in scodelle a doppio manico. Nel sito potete
vedere alcune proposte di menù e trovare tutte le indicazioni
per arrivarci; è possibile prenotare anche via e-mail
Al
Blindekuh
di Zurigo si aggiunge un programma culturale e artistico
con conferenze, concerti e percorsi guidati, in modo da gratificare
anche il senso dell'udito e quello del tatto.
Nel sito, oltre al calendario degli eventi, dieci domande con
relativa risposta rassicurano i clienti su questioni collaterali
ma di non trascurabile importanza: sì, sono ammessi i bambini,
il cuoco ci vede benissimo e le toilette sono normalmente illuminate.
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