L'altra faccia dell'antimateria

Gemma Testera
intervistata da Federico Pedrocchi/2

 

F. P. E, in certe fasi per esempio della ricerca, lavorare anche quindici ore al giorno...
G. T.
Esatto, e lavorare sul posto. L'esperimento si prepara tutto a casa propria, poi quando l'apparato viene montato e, se la raccolta dati è al CERN, bisogna essere lì.

F. P. E' un full time, insomma, dormite di fianco all'antimateria!
G. T. Non si conosce festa, non si conosce orario. E questo non è facile da gestire quando si ha una famiglia, ma soprattutto dei figli piccoli.

F. P. Lei è una ricercatrice single?
G. T. No no, ho una famiglia: un marito e una bambina di sette anni. In parte aiuta il fatto che il mio compagno lavora con me su Athena.

F. P. Quando lei è impegnata con l'esperimento c'è suo marito a casa?
G. T. Ogni volta troviamo una soluzione diversa e ogni volta è un dramma. Mi appoggio alla mia famiglia, a mia madre. Per esempio, in agosto ho portato la bambina a Ginevra con me, e io e mio marito lavoravamo un po' a turno. Dovevamo coprire le 24 ore, quindi si faceva a turno. A volte qualche famiglia di amici tiene la bambina insieme ad altri figli piccoli. Ogni volta sono invenzioni di questo tipo. È dura.

F. P. Ma avete trovato un buon affiatamento su questa cosa? Cioè le sembra che siate alla pari nel gestire il problema?
G. T. Sì, non ho mai vissuto... diciamo la concorrenza con mio marito. Un marito che lavora in un altro campo non capisce probabilmente il tipo di impegno che è richiesto.

F. P. Penso che questo sia un fatto abbastanza singolare sul quale si potrebbe riflettere. Quindi la situazione ideale - forse un po' paradossale - dovrebbe essere avere un compagno che fa ricerca insieme a te nello stesso progetto.
G. T. Molte mie colleghe hanno trovato soluzioni diverse. Non sono l'unica donna della mia età che svolge ricerca dentro l'INFN e ha figli piccoli. La soluzione a volte è spostarsi con la famiglia vicino al luogo di lavoro e cercare di organizzarsi lì, utilizzando per i bambini le strutture del posto. Al CERN per esempio, tantissime persone lo hanno fatto, anche per periodi limitati, un anno o due. Si trasferiscono con la famiglia.

F. P. Mi scusi, ma se suo marito facesse il giudice al tribunale di Genova, non potrebbe trasferirsi a fare il giudice a Ginevra.
G. T. Questo sarebbe molto complicato.

F. P. Conosce dei casi in cui il marito che faceva un lavoro tipo il giudice, a un certo momento cambia e si sposta e va…
G. T. No, no. Diciamo che questo genere di cose funzionano bene quando è la coppia che lavora nell'ambiente, altrimenti il limite comincia a esserci. Comunque io vivo ogni giorno questa contraddizione. Anche in questi giorni, per esempio, in cui ci sono questi risultati di Athena, il cuore dell'esperimento è al CERN, e quindi dovrei essere al CERN.

F. P. E perché invece è a Genova?
G. T. Perché mia figlia inizia la scuola oggi, ed è brutto che non ci sia la mamma ad accompagnarla il primo giorno di scuola.

F. P. E domani si precipiterà a Ginevra, perché domani vengono presenati ufficialmente i risultati della vostra ricerca...
G. T. [ride] non so neanche se andrò domani, però è vero che ogni volta che telefono ai colleghi ho nostalgia, poi la sera che arrivo a casa dimentico tutto ogni volta e vedo solo la casa. Lo sto vivendo in maniera ancora più forte in questi giorni a causa di questo evento.

F. P. Certo. In conclusione, ritorniamo un attimo sugli aspetti più legati alla ricerca. Lei dice che se una donna è lì al CERN e va decisa per la sua strada come fanno gli uomini, non c'è una discriminazione di genere, nessuno le impedirebbe di proseguire, né di fare un iter come quello di un uomo.
G. T. No, onestamente non ho mai avvertito discriminazione da parte dell'ambiente e dei colleghi. La discriminazione è sulle capacità, su quello che uno riesce a dimostrare di saper fare e sa fare effettivamente.

 

"Antimatter: Mirror of the Universe", sezione divulgativa del CERN

Antonie Clerc, 13 anni

Celine Charpentier, 15 anni

Così due ragazzi illustrano la collisione tra materia e antimateria. Sempre dal CERN, L'angolo dei bambini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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