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Gemma Testera: Dunque...
ho 39 anni, mi sono laureata nell'87 in fisica, con una tesi di laurea
su questo argomento.
Mi occupavo già allora di antiprotoni a bassa energia, e confinamento
in trappole elettromagnetiche, raffreddamento. Erano già progetti
sulla scia dell'antidrogeno.
F. Pedrocchi:
Quindi lei si ritrova a fare adesso un lavoro che aveva impostato da giovanissima.
G. T. Ho fatto anche dell'altro nel
frattempo, anche adesso faccio dell'altro. Però questa è
una cosa che era iniziata allora e che mi fa piacere continuare.
F.
P. Lei si laurea a Genova e poi entra a far parte dell'INFN
[Istituto Nazionale di Fisica Nucleare] e quindi dall'INFN finisce al
CERN come molti altri...
G.
T.
Io sono dipendente dell'INFN e gli esperimenti su cui lavoriamo sono sempre
in collaborazione con vari gruppi sia nazionali che internazionali. Poi
ci appoggiamo a grosse strutture internazionali, come il CERN, FERMILAB,
o anche ai laboratori del Gran Sasso per esempio, in cui sono presenti
particolari attrezzature di cui abbiamo bisogno.
F. P. Nel suo gruppo, che sta lavorando
a questa ricerca, ci sono altre ricercatrici?
G.
T.
In particolare su Athena a Genova no, e anche su Athena Internazionale
le donne sono pochissime. C'era una ragazza inglese che ha fatto la tesi
di dottorato e adesso c'è una laureanda di Pavia. Spesso sono l'unica
donna in Athena, anche se questo non vale per tutto l'ambiente della ricerca.
F. P. Però lei all'interno di
questa ricerca ha avuto e ha una responsabilità progettuale e organizzativa
forte.
G.
T.
Sì forte, alla pari diciamo di colleghi maschi anche più
anziani. Nei ruoli di responsabilità sono l'unica donna e direi
anche la persona più giovane.
F. P. Lì al CERN com'è
la situazione per quanto riguarda il rapporto donne-uomini nella ricerca?
G.
T.
Ma
diciamo che dipende un po' dai paesi. Forse numericamente le
donne sono in numero più basso rispetto agli uomini, però
dipende dai paesi e anche dai periodi.
F. P. Dov'è che ci sono più
donne?
G.
T.
Credo che ce ne siano tante in Spagna. Ho avuto quest'impressione, però
il dato non è ben documentato. È una sensazione.
F. P. Però, al di là
del numero, noi sappiamo che c'è anche un altro aspetto, che è
quello del "Quando ci sono che cosa fanno, cosa riescono a fare,
come riescono a emergere, quali incarichi di responsabilità riescono
a ottenere"?. Lei cosa ne pensa?
G.
T.
L'impressione che ho sempre avuto, non solo al CERN, è che l'ambiente
non discrimini tra uomo e donna. Nel senso che né i colleghi né
le occasioni che capitano discriminano tra uomo e donna. Di fatto però
una differenza esiste: nel numero di ruoli di responsabilità, nelle
cose che effettivamente un uomo e una donna riescono a fare. Ma credo
che sia legata più a situazioni di fatto, a scelte personali e
a cose che stanno al di fuori della vita lavorativa. In pratica, se una
donna ha una famiglia e ha dei figli piccoli, è inevitabile che
abbia più vincoli. Nel nostro ambiente è importante per
esempio potersi muovere, poter partecipare a congressi, a riunioni di
gruppi internazionali, quindi fuori dall'Italia, o anche solo fuori dalla
propria città. E' importante poter partire un giorno, stare fuori
casa tre o quattro giorni e ritornare, magari anche con scarso preavviso.
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I ricercatori del progetto
Athena
dal sito del CERN che illustra gli scopi e le fasi della ricerca

L'annientamento
di un atomo di antiidrogeno, colto dal detector ATHENA
Il
progetto Athena illustrato nelle pagine dell' INFN
- Istituto Nazionale Fisica Nucleare, sezione di Genova, dove lavora
la dott.ssa Testera.

Segue
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