Nel titolo, una "nube di antimateria" recentemente
scoperta al centro della nostra Galassia - © Copyright CERN

Reuters, 18 settembre 2002 -

Per la prima volta nella storia, il gruppo di scienziati è riuscito a produrre alcuni atomi freddi di antimateria, la materia più sfuggente dell'Universo. Ne dà notizia in un comunicato il Cern - il Centro europeo per la fisica nucleare con base a Ginevra - che annuncia la prossima pubblicazione del risultato sulla rivista scientifica Nature.
Grazie ai nuovi atomi, la squadra di scienziati del Cern responsabili dell'esperimento Athena - formato da fisici
nucleari di varie nazionalità, tra cui 15 italiani finanziati dall'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) - riusciranno forse a scoprire qualcosa di più sul Big Bang, la grande esplosione primordiale all'origine dell'Universo.
"Qualunque differenza, anche minima, tra comportamento di atomi e di antiatomi ci fornirà nuove conoscenze sulla struttura dell'Universo", ha detto a Reuters Gemma Testera, ricercatrice genovese dell'Istituto nazionale di fisica nucleare e responsabile della parte italiana dell'esperimento Athena.

 

Questa la notizia comparsa
qualche giorno fa
e ripresa dai maggiori
quotidiani internazionali.
Incuriositi dalla figura di
questa scienziata italiana,
abbiamo intervistato
per telefono Gemma Testera.
Non siamo entrati nello
specifico del suo lavoro,
quanto della sua vita
di ricercatrice e sono venuti fuori
anche alcuni problemi
che riguardano tutte le donne...


Gemma Testera:
Dunque... ho 39 anni, mi sono laureata nell'87 in fisica, con una tesi di laurea su questo argomento.
Mi occupavo già allora di antiprotoni a bassa energia, e confinamento in trappole elettromagnetiche, raffreddamento. Erano già progetti sulla scia dell'antidrogeno.


F. Pedrocchi
: Quindi lei si ritrova a fare adesso un lavoro che aveva impostato da giovanissima.
G. T. Ho fatto anche dell'altro nel frattempo, anche adesso faccio dell'altro. Però questa è una cosa che era iniziata allora e che mi fa piacere continuare.

F. P. Lei si laurea a Genova e poi entra a far parte dell'INFN [Istituto Nazionale di Fisica Nucleare] e quindi dall'INFN finisce al CERN come molti altri...
G. T. Io sono dipendente dell'INFN e gli esperimenti su cui lavoriamo sono sempre in collaborazione con vari gruppi sia nazionali che internazionali. Poi ci appoggiamo a grosse strutture internazionali, come il CERN, FERMILAB, o anche ai laboratori del Gran Sasso per esempio, in cui sono presenti particolari attrezzature di cui abbiamo bisogno.

F. P.
Nel suo gruppo, che sta lavorando a questa ricerca, ci sono altre ricercatrici?
G. T. In particolare su Athena a Genova no, e anche su Athena Internazionale le donne sono pochissime. C'era una ragazza inglese che ha fatto la tesi di dottorato e adesso c'è una laureanda di Pavia. Spesso sono l'unica donna in Athena, anche se questo non vale per tutto l'ambiente della ricerca.

F. P.
Però lei all'interno di questa ricerca ha avuto e ha una responsabilità progettuale e organizzativa forte.
G. T. Sì forte, alla pari diciamo di colleghi maschi anche più anziani. Nei ruoli di responsabilità sono l'unica donna e direi anche la persona più giovane.

F. P. Lì al CERN com'è la situazione per quanto riguarda il rapporto donne-uomini nella ricerca?
G. T. Ma… diciamo che dipende un po' dai paesi. Forse numericamente le donne sono in numero più basso rispetto agli uomini, però dipende dai paesi e anche dai periodi.

F. P. Dov'è che ci sono più donne?
G. T. Credo che ce ne siano tante in Spagna. Ho avuto quest'impressione, però il dato non è ben documentato. È una sensazione.

F. P. Però, al di là del numero, noi sappiamo che c'è anche un altro aspetto, che è quello del "Quando ci sono che cosa fanno, cosa riescono a fare, come riescono a emergere, quali incarichi di responsabilità riescono a ottenere"?. Lei cosa ne pensa?
G. T. L'impressione che ho sempre avuto, non solo al CERN, è che l'ambiente non discrimini tra uomo e donna. Nel senso che né i colleghi né le occasioni che capitano discriminano tra uomo e donna. Di fatto però una differenza esiste: nel numero di ruoli di responsabilità, nelle cose che effettivamente un uomo e una donna riescono a fare. Ma credo che sia legata più a situazioni di fatto, a scelte personali e a cose che stanno al di fuori della vita lavorativa. In pratica, se una donna ha una famiglia e ha dei figli piccoli, è inevitabile che abbia più vincoli. Nel nostro ambiente è importante per esempio potersi muovere, poter partecipare a congressi, a riunioni di gruppi internazionali, quindi fuori dall'Italia, o anche solo fuori dalla propria città. E' importante poter partire un giorno, stare fuori casa tre o quattro giorni e ritornare, magari anche con scarso preavviso.




I ricercatori del progetto Athena
dal sito del CERN che illustra gli scopi e le fasi della ricerca

 

L'annientamento di un atomo di antiidrogeno, colto dal detector ATHENA

 

Il progetto Athena illustrato nelle pagine dell' INFN - Istituto Nazionale Fisica Nucleare, sezione di Genova, dove lavora la dott.ssa Testera.

 

 

 

 

 

 

 

 

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