la rivista di 










di Barbara Ainis














 

 

Nel convegno "L'evoluzione della radio" promosso da Federcomin, sono stati presentati i risultati di una riceca a carattere europeo, condotta dall'ISIMM. Sul sito dell'Istituto si possono trovare la presentazione e l'intervento del presidente Enrico Manca, ex-direttore della Rai.

 

Nella splendida cornice di Palazzo Barberini a Roma si è tenuto il 28 maggio scorso un convegno sull'evoluzione della radio.

Di fronte alle nuove forme di comunicazione e ai nuovi media ipertecnologici può sembrare passato il tempo della radio. Eppure la voce che dopo la seconda guerra mondiale entrava nelle case degli italiani (molto prima in quelle dei cittadini di altre nazioni), mantiene la sua forza comunicativa e il suo impatto sul pubblico.
In Italia i radioascoltatori sono ogni giorno quasi 35 milioni (su circa 51 milioni di abitanti).

La radio pertanto non è stata scalzata dai nuovi media, come non lo fu dalla televisione. Ma questo non vuol dire che debba rimanere identica a se stessa e non evolversi sfruttando le attuali possibilità tecnologiche. La strada che deve essere battuta e sulla quale pare ci si stia orientando è duplice: da una parte c'è la digitalizzazione della radio e della sua trasmissione, dall'altra ci sono le possibilità di ibridazione della radio con i nuovi media.

www.dab.it è il sito del Club DAB Italia, consorzio di imprese, tra le quali le più importanti radio private nazionali, per la sperimentazione di forme innovative di radiofilodiffusione ed in particolare della tecnologia DAB

Il DAB (Digital Audio Broadcasting) è una tecnologia sviluppata in Europa per creare servizi in grado di sostituire le bande di frequenza (FM e AM) risolvendone i problemi di trasmissione. Quindi il sistema DAB dovrebbe permettere una costante ricezione del segnale di qualità paragonabile a quella dei CD sia da parte dei sintonizzatori fissi che da quelli portatili (radio portatili e autoradio).
Il DAB, infatti, a differenza degli altri sistemi già esistenti di radio digitale, trasmette non solo via cavo o via satellite, ma anche via etere, cioè attraverso una trasmissione terrestre che può essere ricevuta anche da sistemi mobili.
Altra caratteristica fondamentale del sistema DAB è che sulla stessa banda possono essere trasmessi fino a 6 canali digitali. Quindi suono, ma anche testo, immagini e pagine web.

Esistono già ricevitori DAB sul mercato (autoradio, portatili, hi-fi, schede audio per PC) dai quali si può ricevere tanto il segnale digitale quanto quello analogico (FM-AM), ma la tecnologia dovrà ancora nei prossimi anni tendere ad una maggiore miniaturizzazioni e all'accessibilità dei prezzi.

Ma se la digitalizzazione della radio è ancora una prospettiva la cui realizzazione avverrà nei prossimi anni, presente e attualissima è la questione dell'interazione tra radio e altri media. In particolare l'attenzione è rivolta verso possibili forme di ibridazione tra radio e internet. Ormai tutte le radio italiane, nazionali o locali, hanno un loro sito, ma le possibilità date dalla rete non si limitano a dare ulteriore visibilità alla radio. La vocazione multimediale e multicanale di Internet e la sua potenziale interattività devono essere sfruttate per dare davvero qualcosa di più alla radio e ai suoi ascoltatori.

Questa prospettiva di integrazione di mezzi differenti non comporta assolutamente la cannibalizzazione della radio da parte di internet e la sua sostituzione con l'ascolto on-line o con la selezione di brani musicali, chiamata play-list. La diffusione on-line della trasmissione radio e le play-list sono solamente dei comodi e interessanti gadget messi a disposizione dei navigatori/ascoltatori, ma non costituiscono di per sé quel qualcosa di più che la rete può fornire a chi ascolta e ama la radio.

Un interessante approfondimento sulle teorie di McLuhan applicate al momento di cambiamento che sta vivendo la comunicazione, dal sito del Laboratorio di Comunicazione Visiva dell'Università Roma Tre

McLuhan sosteneva che la radio fosse un medium caldo, perché estendeva un unico senso fino ad un'alta definizione e alla saturazione informativa. Il telefono, invece, fondato altrettanto sulla comunicazione verbale, era per McLuhan un medium freddo perché a bassa definizione e lascia al fruitore grande parte nella costruzione del messaggio. Lo stesso avrebbe detto di Internet. Oggi però ci troviamo davanti all'integrazione e alla ibridazione dei diversi media. Ferma restando la distinzione mcluhaniana, si potrebbe dire allora che il medium caldo che è la radio va raffreddandosi nel suo incontro con internet (e anche con il telefono cellulare) perché arriva a stimolare una partecipazione attiva da parte dell'ascoltatore, il quale viene spinto a farsi protagonista della comprensione del messaggio radiofonico. Forse allora Internet può stimolare e accompagnare la radio in questo suo processo di raffreddamento, proprio nel consentire all'ascoltatore quella ricerca di integrazione di senso, presentando approfondimenti dei temi trattati in radio o semplicemente collegati, materiale visivo (foto e video) che illustrino tali temi e un luogo dove incontrare gli altri ascoltatori e dar vita a confronti più o meno sollecitati dalla radio.
Dalla radio al web e poi dal web alla radio perché il sito deve essere anche lo spunto per spingere i vecchi e nuovi utenti all'ascolto delle trasmissioni radiofoniche.