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Elena Rossi









Il connubio fra teatro e cibo sembra vivere un momento di successo, soprattutto in Italia, ma non solo. Nel corso dell'ultimo anno sono infatti numerose le compagnie teatrali che, in un modo o nell'altro, hanno proposto una serata di intrattenimento che coinvolga il pubblico nell'azione scenica tramite la partecipazione a un convivio.

Questo può essere centrale rispetto alla narrazione, come nel Teatro cucina (in cinque portate e due atti) del milanese Teatro in polvere, di cui potete leggere una nostra recensione. Lo spettacolo, che vede intorno alla scena 26 commensali, ha esordito a Milano nell'estate del 2002. Qui il legame tra pietanze e drammaturgia è molto stretto, "se una vivanda dovesse essere sostituita, anche l'azione scenica sentirebbe necessità di mutare".
Per il 2003 sono previste una serie di repliche a Milano, presso l'Atelier del Teatro, in via Bastia 15, dal 9 al 29 maggio e una tournée che porterà lo spettacolo lungo le coste della Campania, toccando Sorrento, Positano, Capri, Anacapri e Ravello, per un totale di 20 repliche.
Novità di quest'anno è anche la collaborazione con il cuoco Davide Oldani, che impreziosisce ulteriormente la parte più propriamente culinaria.
Le pronotazioni sono aperte anche dal sito.

C'è poi il Teatro da mangiare? della Compagnia delle Ariette, che ha debuttato a Volterrateatro nel luglio del 2000 e prosegue con una serie di appuntamenti per tutto il mese di settembre 2002 (fra cui al festival della Letteratura di Mantova e al Festival di Berlino). Nel loro caso si tratta di qualcosa di più di uno spettacolo, ma di una scelta di vita che nel 1989 ha portato i membri della compagnia a trasferirsi nella campagna intorno a Bologna e a diventare coltivatori diretti per tornare successivamente al teatro con il progetto Teatro nelle case. Nello spettacolo Teatro da mangiare? il pubblico siede intorno a un tavolo mentre gli attori raccontano la loro storia impastando tagliatelle, cuocendo il pane o le verdure - rigorosamente biologiche - coltivate nella loro azienda agrituristica.

E' invece solo un contorno all'azione scenica il cibo servito al pubblico nella rappresentazione del Don Chisciotte di Henning Brockhaus, picaria in cinque episodi. Presentato fino a giugno al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia e in occasione del Reggio Parma Festival, trasforma il palcoscenico in una locanda dove, per sei ore, il pubblico siede ai tavolacci in legno di fianco agli attori e partecipa a questa grande kermesse con musica, danze, cibo e bevande.

Don Chisciotte ha ripreso le repliche nel nuovo spazio del Teatro Astra di Torino, dall 29.10 all'1.12. Per le prossime settimane sono in calendario il quarto episodio, dal 19 al 24 novembre, e il quinto, dal 26.11 all'1.12. Gli spettacoli sono da martedì a sabato alle ore 20.30; domenica 15.00. Teatro Astra, Via Rosolino Pilo n° 6 (zona corso Francia ) .
Info e prenotazioni nel sito del Teatro Stabile di Torino.

Una recensione
Intervista al regista in inglese
Un'intervista in italiano
TeatroDue, con immagini e testi

In agosto, il festival di Bassano ha dedicato un'intera sezione a I sapori del teatro, che ha visto in scena tre spettacoli incentrati sul cibo. A Villa Razzolini Loredan di Asolo (TV), La Piccionaia - I Carrara Teatro Stabile di Innovazione con l'Operaestate Festival Veneto e il Comune di Mira hanno allestito per una settantina di spettatori nientemeno che il Pranzo di Babette del romanzo di Karen Blixen, reso celebre anche dall'omonimo film. Una più semplice ma pur sempre apprezzabile pasta e fagioli è stata messa in tavola nella Microstoria raccontata e cucinata da Marcella Tersigni; e per finire un sorso di GrappaAlchemica, offerta dal gruppo teatrale LIS.