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due recensioni e un giro in rete
a cura di Elena Rossi e Alessandro Milani
















Appena uscito, il film Paz! è già un evento. Sale strapiene, con un pubblico misto di giovani e meno giovani. Certo, contribuisce al successo il mito di un personaggio come Andrea Pazienza, l'atmosfera carica di rivolta della Bologna fine anni Settanta, un quadro di gioventù a tutti i costi che rimane congelato nel tempo, qualsiasi cosa abbia prodotto. Ma l'originalità di Pazienza non è stata nel rappresentare quel movimento, né quella del film risiede nell'evocarlo oggi.

Più che il portavoce di una ribellione giovanile, ci piace ricordare Andrea come uno dei protagonisti di quel fermento creativo che rivoluzionò davvero il mondo del fumetto.
Insieme a nomi come Carpinteri, Tamburini, Mattioli, Scozzari, Igort, Brolli, Mattotti, diede vita a laboratori come Frigidaire, Cannibale, il Male e contribuì a creare una nuova scuola.
"Io credo che la matematica regoli parte della nostra vita; sono anche convinto che esistano delle matematiche capaci di regolare il nostro animo, cioè delle matematiche interiori che diano al gesto significato." Di tutte le cose che si potranno dire e scrivere su di lui, qualcosa rimane di incompleto, così come incomplete sono state la sua vita e la sua produzione artistica, la prima interrotta bruscamente, la seconda vorticosa e disordinata. Dietro questo disordine si intravede però quella che era una ricerca accanita di esprimere qualcosa di nuovo con il segno grafico, che esplora costantemente "modelli matematici" dietro le relazioni con le cose, le persone, gli oggetti, il colore; una capacità che diremmo "multimediale" di cogliere e intrecciare sulla tavola elementi cinematografici, pittorici, musicali, reali, che costituisce la forza del cocktail.

In rete:

Il sito ufficiale del film

Tre siti amatoriali con biografia, tavole e disegni:
http://www.geocities.com/SoHo/Museum/6674/index.html
http://www.winnet.net/pazienza/default.htm
http://www.genesys.cosulich.it/~barto/spaz/spaz.html

E questo è il pregio anche del film, che sembra giocare a rincorrere questi legami quando riproduce meticolosamente inquadrature che erano già "cinematografiche" in partenza, quando traduce in personaggi reali personaggi da fumetto che erano già nati non come stereotipi ma come personaggi con una propria realtà.
Non eravamo abituati a questo da altri film tratti da personaggi del mondo dei fumetti, proprio perché molto diverso è il loro rapporto con la realtà. Perfino un umanissimo Batman è molto più lontano dalla realtà dei personaggi di Pazienza.
le citazioni di Andrea Pazienza sono tratte da un'intervista rilasciata nel 1981 a Valerio Peretti Cucchi e pubblicata su Dire Fare Baciare - agosto 1995
"Mi piacerebbe essere sempre all'inizio, cioè pensare che tutto ciò che sono riuscito a fare non ha nessuna importanza... ed è per questo che mi piace la ricerca pura ed è per questo che non mi sento un fumettista..."

Pur legati a un fenomeno generazionale durato pochi anni, le loro battute sono intramontabili - come non ricordare l'esame di Fiabeschi su Apocalipsi Nau o i monologhi di Pentothal? Si muovono in un mondo egocentrico, cinico, ai limiti del grottesco e del demenziale, eppure risultano più simpatici degli adulti che li circondano, personaggi immobili che hanno smesso di cercare matematiche più complesse di quella del verde.

E.R.

Segue

"DAL GIALLO CON L'AZZURRO NASCERA'
SEMPRE IL VERDE,
E NON
IL ROSA O IL MARRON -
E'... MATEMATICO."