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Era la fine di gennaio del 1950 quando Vittorio De Sica venne a Milano per girare le scene invernali del film che aveva in progetto con Cesare Zavattini e che avrebbe dovuto intitolarsi I poveri disturbano, tratto dal racconto Totò il buono dello stesso Zavattini. Dalla loro collaborazione erano già usciti Sciuscià nel 1946 e Ladri di biciclette nel 1948: due Oscar.

Era quindi logico che tutti nutrissero grandi aspettative per quel film, che era invece destinato a essere il più discusso della carriera del regista. Acclamato a Cannes, dove vinse la Palma d'Oro, Miracolo a Milano fu invece aspramente criticato in Italia, dove apparve a molti un tradimento rispetto alla lezione di cinema impegnato del neorealismo.

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