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Subterranea
di Cristina Meneguzzo














Poesie dal sottosuolo

Nel 1986 la Metropolitana di Londra iniziò a diffondere poesie, usando le proprie pareti per appendere poster con i versi dei grandi poeti. I pendolari metropolitani apprezzarono l'iniziativa, che perdura tuttora: pochi versi a grandi lettere, che si possono leggere nel breve tempo della fermata. E' vero: ognuno può portarsi un libro da casa. Ma in questo caso succede qualcosa di insolito: un vagone di gente condivide un'esperienza poetica comune, coglie al volo poesie ignote o ricorda testi poetici letti chissà quando nella propria carriera scolastica, e torna a casa con quei versi, letti da tutti gli altri, nella testa.

I cunicoli, i treni e le atmosfere della metropolitana sono essi stessi fonte di ispirazione poetica. Un'interessante selezione di poesie legate alla Subway newyorkese è stata prodotta da un gruppo di studenti alle prese con suoni, odori e destini del sottosuolo.
Leggendo le poesie, la dimensione sensoriale appare ingigantita, la percezione iperreale.
Come iperreale è la proposta poetica e fotografica "Subway" in flash del sito Drink Me (il riferimento è all'etichetta sull'ampolla trovata da Alice nel Paese delle meraviglie). Chi clicca con difficoltà riuscirà a leggere il testo in un solo "viaggio". Proprio come succede quando dal finestrino del vagone si cerca di afferrare qualcosa di interessante scritto sul muro di fronte. Il treno riparte e ci si interroga su ciò che non si è fatto in tempo a leggere.

Ipertesti sotterranei

Sei vagoni di 36 posti ciascuno, con 252 passeggeri seduti ciascuno al proprio posto, più il guidatore (il 253simo uomo). Ogni pagina di questo romanzo è composta di 253 parole. Il cortocircuito della fiction, orchestrata dal peregrinare delle menti dei passeggeri le cui storie si intersecano, è causato dall'incidente: il guidatore si addormenta…
Dalla metropolitana di Londra a quella di New York: "Subway Story" è, per l'autore e per il lettore-commuter, un viaggio alla ricerca della propria identità, sconnessa e ricomposta a ogni link, a ogni cambio di linea.
Ambedue gli ipertesti però non possono essere letti in metropolitana…

 

 

L'iniziativa della metropolitana londinese è documentata alle pagine del sito di The poetry society. Qui sono visibili i vari poster esposti alle fermate.

Quando lo Scottish Art Council chiese a Edwin Morgan una serie di poesie per la riapertura della restaurata metropolitana di Glasgow, il poeta scozzese propose The Subway Piranhas, che non venne accettata.

In Subway Poems la metropolitana newyorkese è una sorta di mondo parallelo, che gli studenti-poeti coinvolti nell'iniziativa esplorano con i propri sensi.

Subway è piuttosto strabiliante come prodotto poetico. L'animazione flash, applicata ai testi, sconvolge il ritmo normale della lettura.

 

 

 

 

253 (sottotitolo: "a novel for the Internet about London Underground in seven cars and a crash") è un ipertesto interessante, totalmente intessuto nella Tube londinese.

A Subway Story è dedicato l'articolo di Erewhon intitolato Identità metropolitane. Per iniziare a navigare l'iperracconto basta cliccare su OK.